Genitori e lavoro

FINO AL 1° COMPLEANNO

PERICOLOSITA’ DEL LAVORO E DELL’AMBIENTE DI LAVORO

La madre che riprende l’attività lavorativa al termine del periodo di congedo obbligatorio dal lavoro, non può essere adibita alle lavorazioni che la legge individua come faticose, pericolose ed insalubri, per i periodi che la stessa legge stabilisce.
Durante questo periodo le lavoratrici saranno adibite ad altre mansioni.
L’ambiente di lavoro, in generale, deve comunque garantire alle lavoratrici che hanno partorito da poco e che allattano, la possibilità di riposarsi in posizione distesa e condizioni appropriate (Decreto legislativo n. 626/1994).

Cosa fare

Per usufruire delle particolari forme di tutela previste dalla norma, le lavoratriciaddette a lavorazioni faticose, pericolose ed insalubri devono:
chiedere al datore di lavoro di essere adibite ad attività diverse da quelle abitualmente svolte.
Riflessi sul rapporto di lavoro
L’adibizione delle lavoratrici madri in allattamento ad attività diverse da quelle abitualmente svolte non produce alcun effetto sullo stato giuridico del rapporto di lavoro.

Riflessi economici

L’adibizione delle lavoratrici madri in allattamento ad attività diverse da quelle abitualmente svolte non incide in alcun modo sulla retribuzione.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Testo Unico n. 151/2001, art. 7
Decreto legislativo. n. 626/1994
D.P.R. n. 1026/1976, art. 5
Circolare INAIL n. 51/2001, allegato, punto 6
Circolare INAIL n. 48/1993, punto 7.1.6, lettera e

ALLATTAMENTO: RIPOSI GIORNALIERI PER LA MADRE

Durante il primo anno di vita del bambino, la lavoratrice madre può fruire di due periodi di riposo di un’ora, anche cumulabili nella giornata, con diritto di uscire dal luogo di lavoro, per provvedere alle esigenze del bambino.
Originariamente tale possibilità era strettamente collegata al parto ed alle necessità proprie dell’allattamento (Legge n. 860/1950). La Legge n. 1204/1971, all’art. 10, ha successivamente escluso invece ogni nesso fra riposi e allattamento, tant’è vero che le due ore di riposo possono essere cumulate. Con i riposi giornalieri la legge intende assicurare alla madre la possibilità di assolvere ai compiti delicati e impegnativi legati alle esigenze del neonato nel primo anno di vita.
L’articolazione dei riposi giornalieri deve essere concordata tra la lavoratrice ed il responsabile dell’ufficio: in mancanza di accordo, sarà determinata dalla Direzione Provinciale del Lavoro, tenuto conto delle esigenze del neonato e dell’attività lavorativa.
La determinazione delle ore spettanti alla lavoratrice madre viene fatta comunque in relazione al normale orario giornaliero in vigore presso l’Unità di appartenenza.
Spetta un solo periodo di riposo di un’ora se l’orario di lavoro giornaliero contrattualmente stabilito è inferiore a sei ore, comprese le ore di allattamento.
I riposi non sono cumulabili in giornate diverse.
In caso di parto plurimo i periodi di riposo sono raddoppiati.

Cosa fare

Per fruire dei riposi giornalieri, le lavoratrici devono presentare al Responsabile dell’Unità di appartenenza:

specifica domanda, con l’indicazione dell’orario.
Riflessi sul rapporto di lavoro
Le ore di assenza per riposi giornalieri non incidono in alcun modo sul rapporto di lavoro.

Riflessi economici

Agli effetti della retribuzione, le ore di assenza per riposi giornalieri sono considerate ore di lavoro ordinario.
Non sono consentiti trattamenti economici sostitutivi della fruizione del diritto.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Testo Unico n. 151/2001, artt. 39, 41, 44
Circolare INAIL n. 51/2001, allegato, punto 2°
Circolare INAIL n. 58/2000, punto 2.2
Circolare INAIL n. 48/1993, punto 7.1.6, lettera c

ALLATTAMENTO: RIPOSI GIORNALIERI ALTERNATIVI PER IL PADRE

Venuto meno lo stretto collegamento fra riposi e allattamento e riconosciuta a tale beneficio la funzione di consentire al genitore di attendere ai compiti connessi all’assistenza del bambino nel primo anno di vita, si è aperta la strada per riconoscere anche al padre lavoratore questo diritto, in alternativa alla madre lavoratrice consenziente.
L’alternatività nella fruizione di questo diritto comporta che uno dei genitori non possa assentarsi quando l’altro fruisca di permessi previsti per far fronte alle stesse necessità.
Così il padre lavoratore non potrà chiedere i riposi giornalieri quando la madre lavoratrice fruisca nello stesso periodo dell’astensione facoltativa.
I genitori possono comunque alternarsi, avendo cura di comunicare la propria intenzione al Responsabile dell’Unità di appartenenza.
Se il padre lavora per meno di sei ore e la madre, che rinuncia al beneficio, lavora per più di sei ore, si riconosce al padre una sola ora di assenza.

Il padre ha comunque diritto ai riposi nei casi di:

• morte della madre;
• grave infermità della madre;
• affidamento del bambino al solo padre;
• rinuncia alla fruizione da parte della madre;
• condizione di lavoro autonomo della madre.

In questi casi, tale diritto spetta al padre indipendentemente dalla circostanza che la madre sia lavoratrice dipendente.
In caso di parto plurimo i periodi di riposo sono raddoppiati e le ore aggiuntive possono essere utilizzate dal padre anche se la madre sta fruendo del congedo di maternità o di quello parentale.
Per la rimanente disciplina vale quanto detto per i riposi per la madre.

Cosa fare

Per fruire dei riposi giornalieri in alternativa alla madre, il padre lavoratore deve presentare al Responsabile dell’Unità di appartenenza:

specifica domanda;
dichiarazione della madre che rinuncia ad esercitare il medesimo diritto per il periodo richiesto;
dichiarazione sostitutiva di atto notorio dalla quale risulti l’avvenuta rinuncia della madre con l’indicazione del relativo periodo.Tale dichiarazione deve essere presentata entro i dieci giorni successivi all’avvenuta rinuncia.
Riflessi sul rapporto di lavoro
I periodi di riposo giornaliero non incidono in alcun modo sul rapporto di lavoro.

Riflessi economici

Agli effetti della retribuzione, i periodi di riposo giornaliero sono considerati ore di lavoro ordinario. Non sono consentiti trattamenti economici sostitutivi della fruizione del diritto.

RIFERIMENTI NORMATIVI
Testo Unico n.151/2001, artt. 39, 40
Circolare n. 51/2001, allegato, punto 2°
Circolare INAIL n. 58/2000, punto 2.1 e 2.2
Circolare INAIL n. 48/1993, punto 7.1.6, lettere c, f.